Rocca Paolina

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Rocca Paolina


Salendo dalle scale mobili da Piazza Partigiani ci si ritrova improvvisamente nel cuore medievale della città. La Rocca Paolina infatti è ciò che rimane di una fortezza unica nel suo genere, che ingloba, in quelli che costituivano i suoi sotterranei, un intero quartiere della città del 1300.

Al suo interno infatti si possono scorgere vie e piazzette sulle quali si affacciano portoni e finestre di antiche case.

La fortezza venne edificata, a partire dal 1540, da Papa Paolo III Farnese come simbolo di dominio del papato sulla città e di annientamento del potere della famiglia Baglioni, che a quell’epoca la governava.

Paolo III con veloci e drastiche decisioni cancellò in pochi mesi i Baglioni e ogni possibile ipotesi di potere locale autonomo, volle infatti che la fortezza sorgesse proprio sopra al quartiere in cui vivevano i vari membri della potente famiglia perugina, ricco di palazzi turriti, chiese, piazzette e botteghe. Il progetto della costruzione della fortezza venne affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane, il quale progettò una fortezza che non fosse soltanto una possente costruzione militare, ma anche un elegante palazzo fortificato. I tempi di costruzione furono davvero brevi e gli stessi perugini furono costretti a demolire e ridelineare il nuovo assetto architettonico della città. Vennero demolite numerose case, più di 30 torri che adornavano la città, 7 chiese, tra le quali, come recitano alcune fonti del passato, la stupenda Santa Maria dei Servi. Nel 1543, dopo solo tre anni dall’ultima rivolta dei Perugini, la fortezza era già in piena funzione e lo rimase per circa tre secoli, cioè fino all’annessione della città di Perugia al Regno d’Italia. Dopo l’Unità d’Italia i Perugini vollero abbattere quel simbolo di sottomissione e oppressione, radendo al suolo le mura e gli edifici che sorgevano sull’attuale Piazza Italia e interrando i suoi sotterranei che contenevano l’antico quartiere Baglioni. Solo a partire dal 1960 vennero condotti sistematici lavori di indagine e di recupero che permisero la “riscoperta” di quell’antica porzione di città.